C'è chi non riesce a chiudere una giornata senza aver imparato qualcosa di nuovo, che si iscrive a un corso, che apre un articolo per curiosità e ne resta coinvolto più del previsto. Non insegue un titolo o un attestato da appendere al muro: quello che lo appassiona è il tragitto, il momento in cui una nozione nuova comincia a trasformarsi in competenza.
Se leggendo queste righe ti riconosci, probabilmente hai il Talento Apprendimento®.
Il talento Apprendimento® (Learner®, in inglese) fa parte della categoria Pensiero Strategico di CliftonStrengths®, insieme a talenti come Analitico®, Futurista® e Strategico®. Chi ha Apprendimento® tra i suoi talenti dominanti sente un desiderio costante di imparare cose nuove, e quello che lo appassiona di più è il viaggio che porta dall’ignoranza alla conoscenza.
Come si riconosce
Quando hai Apprendimento®, il passaggio dal non sapere al sapere ti regala una scarica di energia che poche altre cose ti danno allo stesso modo. Ti iscrivi volentieri a un corso, apri un libro nuovo, ti butti su un argomento che fino a ieri non conoscevi, e lo fai perché ti interessa e non perché qualcuno te lo ha chiesto o perché ti serve per un titolo accademico. Gli argomenti che scegli dipendono molto dagli altri tuoi talenti e dalla fase di vita che stai attraversando, ma la fame di imparare resta una costante che ti accompagna ovunque.
Dai il meglio negli ambienti dinamici, dove puoi assorbire molte informazioni su un tema in poco tempo per poi passare a qualcos'altro, e questo ti rende più curioso che esperto: raramente il tuo obiettivo è diventare la massima autorità su un argomento, quanto piuttosto vivere quella sensazione di crescita che accompagna ogni nuova competenza acquisita.
Non sei mai fermo: quando non stai imparando qualcosa di preciso, probabilmente stai comunque raccogliendo spunti per la prossima cosa che ti incuriosirà.
Cosa porta Apprendimento® in un team
In un gruppo di lavoro, chi ha questo talento diventa spesso il punto di riferimento quando arriva qualcosa di nuovo da capire: un software da imparare a usare, un mercato da esplorare, una procedura da aggiornare. Mentre altri si sentono spaesati davanti al cambiamento, tu ti ci butti con naturalezza, e questo rassicura chi ti sta intorno, perché se anche tu, che non sapevi nulla di quell'argomento fino a poco fa, ora lo padroneggi, allora si può fare.
Porti inoltre una spinta costante all'aggiornamento, perché difficilmente ti accontenti di fare le cose come si sono sempre fatte quando esiste un modo per farle meglio, e questo tiene il team sul pezzo rispetto a quello che cambia nel settore.
Lavori particolarmente bene accanto a chi ha talenti come Risultato o Attivatore, perché la loro spinta a completare e a partire subito dà una direzione pratica a quello che tu impari, mentre tu porti materiale fresco su cui costruire.
Come usarlo al meglio
Se hai questo talento, ecco alcuni accorgimenti da mettere in pratica subito per utilizzarlo al massimo.
Prova a proteggere il tempo che dedichi all'apprendimento come faresti con un appuntamento importante, perché quando ti immergi in uno studio senza interruzioni l'attenzione si intensifica e il tempo passa in un modo diverso, ed è proprio in quei momenti che impari meglio.
Presta attenzione anche a come impari, non solo a cosa: c'è chi assorbe meglio facendo esperienza diretta, chi leggendo con calma, chi ascoltando qualcuno che spiega. Riconoscere il tuo stile ti fa risparmiare tempo ed energia che altrimenti spenderesti inseguendo metodi che non ti si addicono.
Dai una forma visibile al tuo progresso, perché la curva di apprendimento a un certo punto si appiattisce e i risultati diventano meno evidenti, e se non trovi un modo per notare quanta strada hai fatto rischi di perdere lo slancio proprio quando ti servirebbe di più. Se la materia che studi ha livelli o tappe riconosciute, festeggia ogni passaggio, altrimenti creali tu: finire un corso online, riuscire a spiegare l'argomento a un amico senza guardare gli appunti o scegliere un esame o certificazione da raggiungere entro una certa data.
Quando qualcosa che hai imparato ti sembra utile anche per chi ti circonda, condividilo: insegnare quello che sai è uno dei modi più efficaci per consolidarlo, perché spiegarlo a qualcun altro ti costringe a mettere ordine in quello che avevi capito.
E se lavori in un contesto che cambia in fretta, offriti come punto di riferimento proprio nei momenti di transizione: la tua disponibilità a capire cose nuove può calmare chi intorno a te si sente in difficoltà.
Se va in disequilibrio
Anche un talento che ti rende così ricco di risorse può mostrare qualche punto di attenzione quando lo lasci andare per conto suo, e per ognuno trovi qui sotto un modo semplice per rimetterlo in equilibrio.
A volte la spinta ad apprendere può portarti a inseguire troppe direzioni insieme, saltando da un argomento all'altro senza mai arrivare in fondo e diventare esperto di qualcosa. Se ti riconosci in questo, può aiutarti scegliere in anticipo un obiettivo concreto per ogni fase di studio, così l'energia che metti nell'imparare non si disperde e trova uno sbocco preciso.
Con il tempo, la competenza che accumuli su certi argomenti può farti sentire più preparato degli altri, ed è facile chiudersi nel proprio sapere invece di restare aperti a chi ha una prospettiva diversa. Avere studiato di più non significa avere sempre ragione, e ascoltare chi quella materia la vive sul campo, anche con meno basi teoriche di te, arricchisce quello che sai molto più di quanto potresti fare da solo.
Quando condividi quello che sai, può capitare che il tono ti esca più assertivo di quanto pensi, e che chi ti ascolta lo legga come voglia di avere sempre ragione invece che come entusiasmo condiviso. Chiedere ogni tanto un riscontro sincero su come arriva il tuo modo di spiegare ti aiuta a colmare lo scarto tra come ti senti tu e come ti percepiscono gli altri.
Non tutti condividono la tua stessa fame di imparare: c'è chi vuole sapere solo quanto basta per fare bene il proprio lavoro, e questo rappresenta un modo diverso di vivere le cose che merita lo stesso rispetto. Proporre percorsi di crescita su misura funziona meglio che aspettarsi lo stesso entusiasmo da tutti.
Domande di coaching
Qual è stata l'ultima volta che hai imparato qualcosa senza che nessuno te lo chiedesse, e cosa ti ha spinto a farlo?
C'è un ambito che studi da anni per puro piacere: lo stai coltivando abbastanza o lo hai messo da parte?
Quando spieghi o insegni qualcosa a qualcuno, cosa scopri di aver capito solo a metà?
Se potessi scegliere una sola cosa da imparare nel prossimo anno, sapendo che farebbe la differenza per te, quale sarebbe?
In quali occasioni la tua voglia di approfondire ha rallentato un progetto invece di farlo avanzare, e cosa te ne ha fatto accorgere?
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Questo articolo fa parte della serie "I 34 Talenti CliftonStrengths® spiegati in italiano" di Alberta Cuoghi, prima Coach Certificata Gallup CliftonStrengths® in Italia e autrice de Il DNA dei Talenti.